Il popolo delle Stelle

 

Foto dontoria2000
Rivazzurra (Rimini)

Agosto 2009

Il popolo delle stelle

“Il cielo lontano, che ha pianto lacrime di compassione sul mio popolo per innumerevoli secoli e che ci appare senza cambiamenti ed eterno, può mutare. Oggi è bello. Domani può essere coperto di nuvole. Le mie parole sono come le stelle che non tramontano mai.”
E’ con queste parole profetiche che inizia il famoso discorso del capo indiano Seattle pronunciato nel 1854 in risposta al Governatore dello Stato di Washington, Isaac Stevens, nominato per dare il via alla colonizzazione della regione.
Di pensieri come quello di Seattle è permeata tutta la cultura nativa americana, conscia della sacralità della natura e del pericolo che l’uomo rischia quando non rispetta il legame antico che lo lega ad essa.
L’universo nel suo insieme ha sempre esercitato sulle culture del passato un forte influsso che le ha portate ad organizzare la vita in rapporto agli eventi naturali.
Le stelle, in particolare, hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella vita dei nativi, soprattutto per i popoli le cui attività produttive erano centrate sulla caccia e l’agricoltura; lo sviluppo dello studio del cielo era necessario per stabilire con precisione i periodi di inizio e fine delle stagioni, ma non solo. Il legame che li univa alle stelle era un qualcosa di sacro e spirituale, tramandato di generazione in generazione, una sorta di consapevolezza che proprio tra gli astri era racchiuso il mistero delle loro origini.
La maggior parte dei miti della creazione ha, infatti, come protagonisti esseri venuti dalle stelle. Basti guardare le Pleiadi, ritenuto dagli astronomi uno degli ammassi stellari più affascinanti del cielo, posizionato nella costellazione del Toro, costituito da circa duemila stelle poste a circa 380 anni luce; a occhio nudo sono visibili solo sette stelle, quelle principali, citate anche in miti e leggende di tanti popoli antichi del Vecchio Mondo, quali Egizi e Greci. Secondo questi ultimi le sette stelle non erano altro che le sette giovani figlie di Atlante, dio che sostiene il cielo, e Pleione, dea dell’oceano, trasformate in astri da Zeus che in questo modo le aiutò a sfuggire alle attenzioni dell’irruente Orione, figlio del dio del mare Poseidone. Anche Orione, secondo il mito, fu tramutato in costellazione dagli dèi, che mossi a compassione lo posero vicino alle Pleiadi.
Una particolarità di queste sette stelle è la loro disposizione, che assume la forma di un cerchio aperto e suggerisce una danza. Sia gli antichi Greci che gli indiani d’America le hanno dunque rappresentate come una sorta di corpo di ballo celeste.
Tutte le tribù del Nord America pensavano di provenire dalle Pleiadi e di essere state inviate sulla Terra allo scopo di preservarla, e molte di loro narrano al riguardo la seguente storia:
“Quando noi abitavamo ancora in cielo, accadde che un giorno vi fummo piuttosto stretti. Il Grande Spirito decise quindi di mandarci sulla Terra per viverci come esseri dotati di corpo fisico. Fu convocato un grande consiglio celeste e così fu ordinato: «Quelli di voi che vorranno esserci quando la madre Terra comincerà ad animarsi e a riempirsi di vita, dovranno anche proteggerla. Noi vi daremo la potente medicina della libera scelta e della libera volontà. Con quella, siate i custodi della Terra. Voi dovete procurare che tutti vivano in armonia, poiché sapete di essere dipendenti l’uno dall’altro». Quando, al settimo giorno, il Grande Spirito discese sulla Terra, udì le preghiere e scorse anche i cuori riconoscenti. Egli fu molto orgoglioso delle sue creature, poiché vide che esse non avevano dimenticato il tempo trascorso nella volta celeste: le onorò e portò loro molti regali.”

(Dal Web)

 

 

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Il popolo delle Stelleultima modifica: 2009-08-14T09:16:00+02:00da dontoria
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